Lo Studio Legale Faraon opera da decenni a Spinea, in provincia di Venezia. L'Avv. Andrea Faraon si occupa principalmente di Diritto Penale e Civile mettendosi al servizio dei clienti con prestazioni mirate di assistenza e consulenza, anche mediante l'ausilio di validi collaboratori.
La competenza è rinnovata con puntuale attività di aggiornamento. Scopo principale dello studio è risolvere il problema del cliente, sia del singolo cittadino che dell'impresa commerciale.
Lo Studio Legale Andrea Faraon, in provincia di Venezia, offre assistenza e consulenze professionali nei vari rami del diritto civile e penale. Siamo a disposizione dei clienti, ad esempio, in materia di risarcimento danni, obbligazioni e contratti, successioni e problematiche inerenti al diritto di famiglia. In campo penale curiamo la difesa del cliente in relazione a diverse fattispecie di reato, sia che si tratti di vittima del reato, sia che debba difendersi nel processo come imputato.
L'Avv. Andrea Faraon è patrocinante in Cassazione.
In favore dei Colleghi di altre regioni d'Italia, si offrono qualificati servizi di domiciliazione legale, sostituzione in udienza e attività di cancelleria.
Si riceve preferibilmente su appuntamento presso la sede dello studio in via De Sanctis 1, Spinea (VE), ma non ci spaventiamo di fronte a richieste urgenti.
Spesso in autostrada ci imbattiamo in chi viaggia nella corsia centrale quando alla sua destra c’è la prima corsia libera e pure ad una velocità notevolmente inferiore al limite; peggio ancora è se le corsie sono solo due ed ad essere occupata è la corsia di sorpasso. Normalmente non ci viene in mente che chi conduce quell'ostacolo in movimento sta commettendo un’infrazione, (comma 5 dell’ articolo 143 del Codice della Strada “Salvo diversa segnalazione, quando una carreggiata è a due o più corsie per senso di marcia, si deve percorrere la corsia più libera a destra; la corsia o le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso”) e ci si limita a dar sfogo ai più svariati improperi.
Ben più grave è quando si reagisce a tale illecito comportamento con un’infrazione ancor più grave: il sorpasso a destra.
MOLTI PERO’ NON SANNO CHE SE IL SORPASSO A DESTRA E’ VIETATO INVECE IL SUPERAMENTO E’ CONSENTITO.
Quale la differenza?
Il sorpasso prevede il cambio di corsia; significa che, stanchi di stare dietro, ci spostiamo sulla destra per oltrepassare “la tartaruga” e poi tornare nella corsia di partenza (manovra punita dal Codice della Strada con multe fino a 326 euro, occupare la corsia centrale con quella a destra più libera comporta solo la multa da 42 a 173 euro).
Cosa diversa è il superamento a destra, cioè se siamo sulla corsia di destra più libera e nella corsia a sinistra c’è un veicolo che procede più lentamente di noi, abbiamo il diritto di superarlo segnalando in modo chiaro l’azione che resta comunque pericolosa. Il superamento vale solo se non si cambia corsia, altrimenti diventa sorpasso.
Si consiglia comunque di fare estrema attenzione, sia perché spesso il superato è un conducente inesperto / distratto / sprovveduto, sia perché in caso di sinistro non è facile provare che si è trattato di superamento e non di sorpasso: non basta avere ragione, bisogna anche farsela dare e senza prove inconfutabili in rischio di vedersi contestato un sorpasso a destra è sempre elevato.
Da quando è scoppiata la storia delle firme elettorali falsificate sentivo girare diverse interpretazioni sull'applicazione o meno della Legge Severino agli eventuali colpevoli. La conseguenza sarebbe l'incandidabilità a vita, salvo riabilitazione
Da modesto giurista quale sono, ho deciso di approfondire ora che abbiamo dati più certi.
Intanto è giusto sapere quali siano i casi di applicazione della legge Severino. I più curiosi potranno leggerla qua ( https://officeadvice.it/legge/severino/articolo-10/#:~:text=Non%20possono%20essere%20candidati%20alle,e%20componente%20del%20consiglio%20di ): in sintesi trattasi di reati molto gravi oppure contro la pubblica amministrazione, oppure, in via residuale, “d) coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva alla pena della reclusione complessivamente SUPERIORE A SEI MESI per uno o più delitti commessi CON ABUSO DEI POTERI o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio diversi da quelli indicati nella lettera c); “
A quanto pare quindi i 5 patteggianti potranno rientrare in gioco subito se lo vorranno.
Anche i due condannati, se si votasse domani, potrebbero ricandidarsi perché la pena è sì superiore ai sei mesi, ma la condanna non sarebbe definitiva: certo è che non appena la sentenza fosse confermata e divenisse irrevocabile scatterebbe subito la decadenza. Votando a maggio 2024 i tre gradi di giudizio potrebbero concludersi a metà mandato circa.
Quanto dura l'INCANDIDABILITÀ in casi simili...? PER SEMPRE SALVO RIABILITAZIONE... che potrà chiedersi dopo tre anni dalla decorrenza della sospensione della pena, quindi dalla sentenza definitiva.
Paradosso vuole, infatti, che mentre per i parlamentari vi sia un limite prefissato, negli enti locali la “scomunica” è a vita salvo riabilitazione.
Sempre i curiosi potranno approfondire qui ( https://dait.interno.gov.it/pareri/98555 ).
IL GIUDIZIO ETICO È ALTRA COSA e starà agli elettori confermare o meno un candidato condannato... e al partito metterlo in lista. Chi si è presentato sempre come un moralizzatore taglia teste, evidentemente, avrà più problemi di un garantista. Chi ammette di aver sbagliato per ingenuità sarà più facilmente perdonato di chi ha finto di essere estraneo alla vicenda e nel frattempo ha criticato il resto del mondo.
Certo poi candidarsi a Sindaco sarebbe dura... candidarsi al consiglio passerebbe più sotto traccia.
Con la legge di Bilancio per il 2023, approvata dal Parlamento alla fine di dicembre 2022, il governo Meloni ha introdotto una serie di limitazioni per il reddito di cittadinanza. Tra queste, il governo ha stabilito che dal 1° gennaio 2024 il reddito di cittadinanza, disciplinato sino ad ora dal Decreto legge n. 4/2019, sarà eliminato definitivamente.
Le cose in realtà non stanno del tutto così. Fino al 31 dicembre 2023 le sanzioni previste dall’articolo 7 del decreto-legge del 2019 contro chi percepisce ingiustamente il sussidio continueranno a rimanere in vigore. L’effettiva eliminazione di queste sanzioni avverrà dall’inizio del 2024. Una persona che ha ottenuto ingiustamente il reddito di cittadinanza dichiarando il falso è ancora perseguibile e punibile penalmente.
Successivamente, dal 1° gennaio 2024, non è però escluso che il reato venga riqualificato come di truffa ai danni dello Stato, un reato previsto all’articolo 640 del codice penale o truffa aggravata per conseguire erogazioni pubbliche (art. 640-bis codice penale).
La situazione è particolarmente delicata perché si è venuta a creare a causa di una svista del legislatore che evidentemente non era intenzionato ad abrogare anche le pene per chi ha frodato lo Stato.
Chi pertanto è sottoposto ad accertamenti sulla indebita percezione del reddito di cittadinanza deve tenere sotto controllo la situazione e può interpellarci per una consulenza.